SALONE DELL’ARTE E DEL RESTAURO – FIRENZE 2020

Anche la nostra Soprintendenza partecipa al Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze 2020 con il video “Il restauro del teatro di Villa Reale a Monza – Dalle cucine del Piermarini al teatro di Luigi Canonica: decorazione, sipario e macchine sceniche”, curato dall’Arch. Carlo Catacchio, responsabile della tutela monumentale e paesaggistica della provincia di Monza Brianza e direttore dei lavori delle opere.

Il Teatro di Villa Reale a Monza
Nel 1807 il viceré d’Italia Eugène de Beauharnais incaricò l’architetto ticinese Luigi Canonica di ricavare un teatro dagli ambienti delle cucine reali: un teatro di sala, inserito in locali preesistenti della Villa del Piermarini che rispettasse gli esterni e mantenesse gli alloggi del personale di cucina posti ai piani superiori.
Si tratta di un teatro a ferro di cavallo con gradinate all’antica: ne esistevano due realizzate in legno e poste a lato del baldacchino del re, quella a destra per le dame e quella a sinistra per i dignitari; in platea sedeva la servitù, mentre il loggione, coperto a unghia come nel teatro della Reggia di Caserta, era riservato a ospiti e grand’ufficiali.
I decori simulano un allestimento temporaneo con panneggi e trofei con strumenti di musica campestre e militare: i motivi decorativi rispecchiano gli svaghi di corte quali battute di caccia e parate militari, svolte nella Villa di Monza, residenza estiva di famiglie imperiali e reali. Sulla volta di platea sono riprodotti lacunari con maschere della commedia, della tragedia e ancora strumenti musicali.

Dopo la dominazione napoleonica si avvicendarono al potere di nuovo gli Asburgo e poi i Savoia che abbandonarono Monza nel 1900 dopo l’assassinio di re Umberto I. Ogni casa regnante si preoccupò all’interno del Teatro di sovrapporre i propri emblemi ai precedenti o di cancellare quelli dei regimi che li precedevano.
Durante l’abbandono, il teatro divenne un magazzino e nel 1927, uno spazio espositivo nel breve periodo della III Biennale di Monza – Mostra Internazionale delle Arti Decorative dedicata a “Il Novecento e il Neoclassicismo nella decorazione e nell’arredamento”.
Solo nel 1975 iniziarono i restauri per avviare una nuova breve stagione teatrale: in quell’occasione le antiche decorazioni furono ridipinte, ricalcate, semplificandone i disegni.

I lavori del Canonica nel 1807 durarono meno di 7 mesi: per questo furono ingaggiati i decoratori già impegnati in Villa Reale, scenografi del Teatro alla Scala, come Alessandro Sanquirico e Giovanni Perego. Andrea Appiani e il suo aiuto Angelo Monticelli eseguirono il sipario con “Il Trionfo di Bacco fanciullo”.
Il capo macchinista della Scala Grassi costruì per 890 lire la graticcia, il ballatoio, il piano di scena e nel sottopalco, i carrelli delle quinte e la buca del suggeritore.
Il teatro non aveva retropalco: non consentiva quindi grandi messe in scena, ma solo spettacoli di prosa, recite e concerti, arie da baule.

Il progetto e il cantiere hanno visto operare in sinergia il Segretariato Regionale della Lombardia e la Soprintendenza e hanno interessato gli esterni e l’intero spazio teatrale e le sale annesse in vista di un suo riutilizzo.
La tela dell’Appiani è stata pulita e posta come fondale di scena in posizione protetta; il tessuto e il materiale pittorico erano molto leggeri. Durante il restauro si sono individuate le pieghe di arrotolamento: era dunque il sipario decorato calato durante i prologhi e gli intermezzi. Il bozzetto originale dell’Appiani è conservato presso il Museo del Teatro alla Scala di Milano.
Il sipario e le macchine sceniche del teatro monzese costituiscono le uniche opere ideate dai maestri del Teatro alla Scala a essere conservate nella loro sede originaria: grazie ai lavori si è restituita piena funzionalità e dignità agli esterni, alla decorazione della sala, al sipario e alle macchine sceniche e si sono ricavati ambienti, come magazzini, camerini, servizi e foyer, utili al rilancio del Teatro.

Credits
Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo
Segretariato Regionale della Lombardia – Dott.ssa Francesca Furst
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese – Arch. Giuseppe Stolfi
Progetto esecutivo: Arch. Gaetano Puglielli
RUP – Direttore Lavori: Arch. Carlo Catacchio
Dir. operativo architettonico: Geom. Gian Pietro Bonnet
Dir. operativo restauri: Dott.ssa Mari Mapelli
Assistente RUP: dott.ssa Daniela Menconi
Coordinatore Sicurezza: Ing. Francesco Conte
Assistente CSE: Ing. Alessandro Viva
Impresa appaltatrice – Cooperativa per il Restauro SCARL – Milano
Resp. tecnico: Dott.ssa Simona Offredi
Riprese video e montaggio: Arch. Carlo Catacchio

Finanziamento delibera CIPE n. 8 del 18/02/2013 – D.M. 31/07/2013 – Importo complessivo finanziamento € 1.500.000 (€ 500.000 A.F. 2016 – € 1.000.000 A.F. 2017) – Codice CUP F52C13000450001 – Codice CIG 7766846C11 –
Contratto rep. n. 07 del 10/05/2019 dell’importo netto di € 364.919,55 di cui € 28.419,30 per costi di sicurezza –