GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2021 – PARCO ARCHEOLOGICO DI CASTELSEPRIO (VA)

Tornano il 25 e 26 settembre le Giornate Europee del Patrimonio. Presso il Parco Archeologico di Castelseprio sono in programma aperture straordinarie e visite guidate.

Sabato 25 settembreore 13.30-20.30 Apertura straordinaria dell’intero sito (area archeologica del castrum e del borgo, chiesa di Santa Maria foris portas e Antiquarium)
ore 17.30 e 19.00 visite guidate al castrum, alla chiesa di Santa Maria foris portas e al monastero di Torba (prenotazione obbligatoria su bit.ly/scaviCastelseprioGEP)

Domenica 26 settembre
ore 9.30-17.30 Apertura straordinaria dell’intero sito (area archeologica del castrum e del borgo, chiesa di Santa Maria foris portas e Antiquarium)

Obbligatoria certificazione verde COVID-19

Parco archeologico di Castelseprio. Nuove modalità di apertura per agosto-ottobre 2021

Il Parco Archeologico e Antiquarium di Castelseprio nei mesi di agosto, settembre e ottobre osserverà i seguenti orari di apertura al pubblico:

Lunedì e martedì: chiuso;
Mercoledì 8.30-13.30 (area archeologica e chiesa di Santa Maria foris portas);
Giovedì, venerdì e sabato 13:30-17:30 (area archeologica e chiesa di Santa Maria foris portas);
Domenica* 9:30-17:30 area archeologica; 9:30-13:00 chiesa di Santa Maria foris portas; 13:30-17:30 Antiquarium. *Il parco sarà aperto di domenica esclusivamente nei seguenti giorni: 15 e 29 agosto 2021; 12 e 26 settembre 2021; 3 e 17 ottobre 2021.
Il Parco rimarrà chiuso dal 1 al 14 agosto 2021.
Per accedere è obbligatoria la prenotazione telefonica che può essere effettuata contattando il numero +39 366 66 32 727 nei seguenti orari: martedì 13:30-18:30; giovedì, venerdì e sabato 17:30-18:30.
Per l’accesso è obbligatorio esibire Certificazione Verde COVID e documento di riconoscimento (ai sensi dell’art. 9-bis del D.L. 52/2021 introdotto dal D.L. 105/2021)

Castelseprio (VA) – V campagna di scavo UCSC

Giovedì 29 luglio alle ore 20:00 presso l’Antiquarium del Parco Archeologico di Castelseprio i partecipanti alla V campagna di scavo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore presenteranno i risultati delle indagini condotte nelle ultime settimane.
Introdurranno i lavori Silvano Martelozzo, sindaco di Castelseprio, Sara Matilde Masseroli, Direttrice del Parco Archeologico, e Marco Sannazaro, Direttore della Scuola di specializzazione in beni archeologici dell’Università Cattolica.

Precisazioni sul Tesoro di Como

Sul tesoro di Como ritrovato nel cantiere dell’ex Teatro Cressoni è necessario rettificare alcune notizie, non rispondenti al vero, di recente diffuse da vari articoli di stampa.

Anzitutto, va chiarito che il ritrovamento del tesoro non è stato casuale, e il soggetto proprietario dell’area non ne è lo “scopritore”.
L’area dell’ex Teatro è “a rischio archeologico”: già nel 2011 (in seguito a richiesta dei precedenti proprietari) la Soprintendenza aveva perciò disposto che gli interventi fossero eseguiti con assistenza archeologica, e così lo scavo connesso al progetto edilizio della società Officine Immobiliari, che ha assunto natura di indagine archeologica, è stato condotto sotto la direzione dei funzionari archeologi del Ministero della Cultura; per questa ragione, il rinvenimento non si può considerare fortuito.

Riguardo alla determinazione del valore delle monete d’oro, la stima di circa 4 milioni di euro è stata condotta sulla base di una lunga e complessa attività di analisi e studio, con l’impiego di professionisti di diversa competenza. Contrariamente a quanto si è affermato, il Ministero ha tenuto informata Officine Immobiliari delle attività in corso: la relazione finale è stata inviata alla società il 26 marzo 2021 (con la determinazione del valore di stima, i criteri seguiti per la sua quantificazione, e la proposta di premio di rinvenimento), ma già in precedenza a più riprese la Soprintendenza ha trasmesso alla proprietà note informative, e in particolare l’elenco delle monete rinvenute con le relative zecche e la catalogazione secondo il Roman Imperial Coinage, ovvero il catalogo scientifico di riferimento per la monetazione romana imperiale.

La legge stabilisce che il premio di rinvenimento, previa stima delle cose ritrovate, sia determinato dal Ministero, che si avvale di tabelle di riferimento o di ricerche sul mercato antiquario per attribuire ai reperti un valore commisurato alla loro natura di beni sottratti al commercio legale, in quanto essi appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato. Nel caso i privati non concordino con tale stima, possono chiedere che sia nominato un perito, concordato dalle parti o nominato dal Tribunale, per procedere a una nuova stima. La legge prevede quindi tutte le garanzie necessarie per la proprietà.

Per una corretta informazione sui criteri di determinazione dei premi di rinvenimento (oggetto di tante critiche) si precisa che la misura del premio può andare da un minimo dello 0,1% fino ad un massimo del 25% del valore dei beni rinvenuti. Per garantire uniformità di trattamento e trasparenza il Ministero ha predisposto precisi criteri e un’articolata casistica, definendo quali percentuali applicare ad ogni singolo caso; per il tesoro di Como si è tenuto conto quindi che la proprietà dell’area ha potuto realizzare interamente il suo progetto edilizio apportando solo minime modifiche, e che ha sostenuto per intero le spese relative alle attività di scavo, pertanto la percentuale massima applicabile in questo caso (così come in tutti quelli analoghi) non può che essere quella del 9,25% del valore di stima.

Gli scavi realizzati nell’area, comunque funzionali alla realizzazione del progetto edilizio della proprietà, hanno dalle fatture di spesa comportato un costo “aggiuntivo” pari a 120.000 euro e non, come dichiarato, a 297.000 euro. La società ha poi sostenuto i costi per analisi scientifiche per € 10.614, nonché commissionato un parziale lavoro di catalogazione delle monete per 8.000 euro (peraltro ad oggi non ancora liquidato). Non vi è alcun contratto di sponsorizzazione con la Soprintendenza, per l’importo di 37.000 euro.

Da ultimo, il premio di rinvenimento viene corrisposto con denari pubblici, ovvero con quanto versato dai cittadini come contribuenti. Pertanto è assolutamente necessario procedere con estrema attenzione nello stimare il valore del bene e del connesso premio, in modo da corrispondere agli aventi diritto la cifra a cui hanno strettamente diritto e non di più, servendo il premio esclusivamente ad incentivare il rispetto della normativa in materia di rinvenimenti archeologici in proprietà privata.

TORNANO LE APERTURE STRAORDINARIE ALLA SEDE DELLA SOPRINTENDENZA

Anche quest’anno sarà possibile visitare il complesso di Santa Maria della Vittoria
che ospita la sede della Soprintendenza.
Per ragioni connesse all’emergenza sanitaria attualmente in corso, la visita potrà riguardare
solo alcuni ambienti, in particolare la c.d. “Sala delle Colonne”, realizzata dalla fine del XVI secolo e il cortile interno. Lungo il percorso saranno mostrati al pubblico anche statue, elementi architettonici e anfore di epoca romana rinvenuti durante scavi archeologici condotti nel territorio.
Le visite guidate, della durata di 30 minuti per gruppi di massimo 5 persone, sono possibili su prenotazione scrivendo a sabap-co-lc@beniculturali.it; senza prenotazione sarà consentito l’accesso solo in caso di disponibilità di posti.

Calendario aperture straordinarie sede di Milano
Via E. De Amicis, 11 – 20123 Milano
Aperture serali, dalle 18:00 alle 21:00 (ultimo ingresso ore 20:30)
Giorni: 23/06, 29/06, 06/07, 14/07, 22/10
Apertura diurna: sabato 25/09 dalle 9:00 alle 13:00
Ingresso libero su prenotazione

CASTELSEPRIO – IL PARCO RIAPRE AL PUBBLICO

Da venerdì 18 giugno 2021 riapre al pubblico il Parco Archeologico di Castelseprio con i nuovi orari di apertura che trovate indicati nel pdf allegato.
A tutela della salute di tutti, fino al termine dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, le modalità di visita prevedono un percorso predefinito e accessi contingentati per i quali è prevista la prenotazione obbligatoria da effettuarsi con almeno un giorno di anticipo.
Tutte le informazioni di dettaglio sono disponibili nel pdf allegato alla presente comunicazione

Angelo Maria Ardovino

Angelo Maria Ardovino ha retto la Soprintendenza Archeologica della Lombardia dal giugno 1990 al gennaio 2005, in anni cruciali per l’intensificarsi dei grossi lavori pubblici e la moltiplicazione, di conseguenza, degli interventi di tutela. Durante il suo mandato ha impartito una linea culturale che ha permesso di conseguire risultati importanti sul piano della tutela e della valorizzazione. Ha avviato i processi che hanno portato all’iscrizione nella Lista del Patrimonio UNESCO di beni quali, ad esempio, i giacimenti fossiliferi del Monte San Giorgio; ha promosso lo scavo, il restauro e la valorizzazione di siti come l’anfiteatro di Milano, il teatro e l’anfiteatro di Cividate Camuno (BS), il santuario di Minerva a Breno (BS), favorendo la creazione di altrettanti parchi aperti al pubblico. Durante la sua reggenza furono inaugurati anche il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina di Vigevano (PV) e il Museo Archeologico nazionale di Mantova. Per fornire aggiornamenti sull’operato della Soprintendenza ha voluto e promosso una serie di mostre tematiche allestite presso la sede di Santa Maria della Vittoria. Ha mostrato particolare sensibilità alle problematiche di restauro archeologico, in primis quelle legate al trattamento dei legni imbibiti, tramite la costituzione del Centro di Trattamento del Legno Bagnato che ancora oggi costituisce un punto di riferimento per tutta l’Italia settentrionale. ​Nell’unirci al cordoglio dei famigliari, non possiamo che esprimere la nostra gratitudine e sentirci debitori del suo operato.​