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Sedi

Sede amministrativa ed Uffici tutela archeologica:
Via De Amicis 11 – 20123 MILANO
Fax: 02.89404430

Uffici tutela architettonica, paesaggistica, storico-artistica ed  etnoantropologica:
Corso Magenta 24 – 20123 MILANO

La spedizione e la consegna delle pratiche cartacee dovrà avvenire presso la sede degli uffici di competenza

I funzionari ricevono agli indirizzi indicati alle pagine accessibili dal menu “Contatti e orari uffici”

Assenze funzionari architetti nel periodo estivo

Si avvisa l’utenza che nel periodo estivo i funzionari architetti della Soprintendenza saranno assenti come di seguito indicato:
– Arch. Bergamini, assente nei giorni 8-9 agosto e dal 15 al 23 agosto
– Arch. Catacchio, assente dal 1 al 13 agosto
– Arch. Demartini, assente dal 6 al 30 agosto
– Arch Mimmo, assente dal 26 luglio al 20 agosto
– Arch. Nessi, assente dal 5 al 16 agosto
– Arch. Sintini assente dal 16 agosto al 2 settembre
– Arch. Toscano, assente dal 29 luglio al 16 agosto
– Arch. Zanlungo assente dal 1 al 7 agosto e dal 26 agosto al 13 settembre

Nuove disposizioni per il ritiro delle pratiche. Dal 01 settembre 2019

Si comunica che a far data dal 01 settembre 2019 questa Soprintendenza non provvederà più all’invio a mezzo servizio postale delle copie degli elaborati progettuali relativi a provvedimenti di autorizzazione rilasciati ai sensi dell’art. 21 D. Lgs. 42/2004.

Gli interessati al rilascio delle copie conformi dei suddetti elaborati potranno provvedere al loro ritiro direttamente presso i nostri uffici in Corso Magenta n. 24 (secondo piano, stanza 31) nei giorni di martedì e giovedì, dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 16,30.
Per esigenze particolari è possibile concordare il ritiro delle planimetrie in altri giorni o orari contattando la sig.ra Angelina Caimano al numero 02.80294239 oppure scrivendo a: angelina.caimano@beniculturali.it.

Su richiesta scritta, da formularsi anche all’atto della presentazione dell’istanza di autorizzazione ex art. 21 D. Lgs. 42/2004, potrà essere effettuata la spedizione degli elaborati planimetrici a mezzo servizio postale con spese a carico del destinatario.

I documenti potranno essere ritirati dal diretto interessato o da un suo rappresentante munito di atto di delega e copia del documento di identità del delegante, se non già prodotta unitamente all’istanza di autorizzazione.

Decorsi tre mesi dal rilascio dell’autorizzazione il ritiro di copia dei relativi elaborati planimetrici sarà consentito solo dietro formale richiesta di accesso agli atti ex art. 25 L. 241/90 con pagamento dei diritti di ricerca e di riproduzione.

Con l’occasione si invitano i progettisti a indicare sempre nelle loro istanze un indirizzo PEC presso il quale effettuare la trasmissione dei provvedimenti conclusivi del procedimento e di ogni altra comunicazione relativa.

PER LA TUTELA E LA CONOSCENZA DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO. RAPTOR E’ ONLINE. COMUNICATO STAMPA.

Sono da oggi liberamente consultabili on-line all’indirizzo www.raptor.beniculturali.it le informazioni relative a quasi 13000 siti archeologici censiti all’interno del webGIS RAPTOR, progetto avviato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il tramite delle ex Soprintendenze per i Beni Archeologici a cui oggi partecipa la Soprintendenze Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese.
Il risultato è frutto di un lungo lavoro, in continua evoluzione, intrapreso circa 7 anni fa all’interno della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia in sinergia con le due consorelle di Veneto e Lombardia e con il supporto dell’allora Direzione Generale per le Antichità, lavoro che oggi continua nelle 9 Soprintendenze Archeologia belle arti e paesaggio, coprendo buona parte dell’Italia settentrionale dal Friuli Venezia Giulia al Piemonte.
Acronimo di “Ricerca Archivi e Pratiche per la Tutela Operativa Regionale”, RAPTOR è stato creato per velocizzare l’accesso alle informazioni, snellire le procedure burocratiche, rendere più rapido, efficace ed efficiente il lavoro dei funzionari archeologi, agevolando così indirettamente quello delle altre Amministrazioni pubbliche.
L’innovativo geodatabase gestionale ideato da un gruppo qualificato di funzionari archeologi delle Soprintendenze compie ora un altro passo in avanti.
Infatti, dopo l’apertura del sistema alle ditte archeologiche, che dialogano in questo modo con le Soprintendenze coinvolte popolando l’archivio digitale attraverso l’immissione di dati standardizzati pertinenti alle documentazioni di scavo, si mette oggi a disposizione liberamente all’utenza esterna un lavoro ancora parziale di revisione e digitalizzazione delle informazioni contenute negli archivi cartacei iniziato nel 2013.
RAPTOR, se da un lato permette dunque un’informatizzazione e un’archiviazione digitale delle pratiche di tutela archeologica, in linea con l’esigenza di dematerializzazione della Pubblica Amministrazione, dall’altro diviene oggi anche un prezioso database pubblico di informazioni in continuo aggiornamento sul patrimonio archeologico, terrestre e sommerso, noto da scavi archeologici, rinvenimenti occasionali, notizie edite, etc.
Si affianca dunque alla funzione di tipo prettamente amministrativo destinata al personale ministeriale (gestione pratiche autorizzatorie, mappatura dei progetti pubblici e privati, degli scavi e dei siti archeologici) anche la possibilità per un ampio pubblico di studiosi, specialisti, professionisti, cultori locali o semplici cittadini, di consultare le informazioni principali riguardanti i siti archeologici delle aree regionali partecipanti al progetto.
Il libero accesso anche da parte degli Enti pubblici permetterà agli stessi di impostare, attraverso una facile ed intuitiva consultazione, altresì agevolata dai diversi cromatismi impiegati nella mappa di sistema, le attività di pianificazione o di studio del territorio, pur sempre nei limiti imposti dalle norme vigenti in materia di tutela archeologica (D.Lgs. 42/2004) e di archeologia preventiva (D.Lgs. 50/2016, art. 25).

Scarica il comunicato stampa.

 

 

Avviso agli utenti

Da lunedi 6 maggio la Soprintendenza  ha adottato un nuovo sistema di protocollazione e gestione dei flussi documentali. Stiamo lavorando per ridurre al minimo le interferenze che il cambiamento potrebbe avere con la ordinaria attività istituzionale. Certi della Vostra comprensione, ci scusiamo fin da ora per eventuali disagi o ritardi.

Avviso pubblico per procedura comparativa con affidamento diretto ai sensi dell’art. 36 c. 2 lett. a del D.Lgs. 50/2016 per il conferimento di n. 2 (due) incarichi di lavoro per attività di catalogazione.

Avviso pubblico per procedura comparativa con affidamento diretto ai sensi dell’art. 36 c. 2 lett. a del D.Lgs. 50/2016 per il conferimento di n. 2 (due) incarichi di lavoro per attività di catalogazione.
Termine di presentazione delle candidature: ore 12.00 del 31/01/2019. BANDO APERTO
Avviso pubblico 2018
Istanza di partecipazione

PREMIO DEL PAESAGGIO

Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa (art. 11 della Convenzione Europea del Paesaggio) – VI Edizione (2018 – 2019) e Premio Nazionale del Paesaggio – II Edizione, istituito con Decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo n. 457/2016.
Proposte di candidatura da inoltrare entro il 20 dicembre 2018.

Scarica il bando

Per maggiori informazioni www.premiopaesaggio.beniculturali.it

Il tesoro di Como – Comunicato stampa

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L’intervento di ristrutturazione dell’ex teatro Cressoni, nel centro storico della città di Como, ha reso necessario l’avvio di un’attività di controllo archeologico delle attività di scavo. L’ex teatro Cressoni insiste su parte del sedime del convento di Sant’Anna, situato all’interno del perimetro della città romana.

L’identificazione di una stratigrafia di interesse archeologico ha motivato l’avvio di uno scavo, condotto sotto la direzione scientifica della dottoressa Barbara Grassi (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese) e realizzato da SAP Società Archeologica srl. L’indagine archeologica, in corso da due mesi, ha consentito di documentare le diverse fasi di vita di questo punto della città.

Il giorno 5 settembre è stato rinvenuto un contenitore in pietra ollare (pietra metamorfica tipica di alcuni settori delle Alpi e utilizzata fin dal I secolo d.C. per la realizzazione di pentole e contenitori per gli alimenti) in cui erano state riposte numerose monete in oro.

Il recupero del tesoro è stato effettuato alla presenza della dottoressa Barbara Grassi e della dottoressa Grazia Facchinetti (funzionario archeologo della Soprintendenza, esperta in numismatica antica) con l’aiuto di Annalisa Gasparetto, tecnico restauratore della Soprintendenza.

Il trasporto del tesoro presso il laboratorio di restauro della Soprintendenza è avvenuto grazie all’aiuto dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza, comandati dal Maggiore Francesco Provenza.

Il ripostiglio di Via Diaz è attualmente in corso di esame da parte degli esperti della Soprintendenza. Per ora non è possibile indicare il quantitativo delle monete, valutabile comunque in qualche centinaio di esemplari.

Per registrare tutte le informazioni utili ai successivi studi, è necessario rimuovere una moneta per volta riportando su fotografie ingrandite l’identificativo di ogni pezzo. Il microscavo del tesoro richiederà diversi giorni di attento e meticoloso lavoro di archeologi, restauratori e fotografi.

Questa operazione è particolarmente importante perché le monete si presentano impilate. Ciò suggerisce che le monete fossero divise in più gruppi, ognuno avvolto in tessuto o altro materiale deperibile. L’analisi delle pile dovrebbe chiarire il significato di queste divisioni. Inoltre, il microscavo dovrà consentire di verificare la presenza di tracce degli involucri.

Il ripostiglio è composto, per quanto visibile, solo da solidi, ovvero da monete d’oro del peso teorico di circa 4,5 grammi. L’esame delle prime 27 monete prelevate ha suggerito che il tesoro sia stato sotterrato nella seconda metà del V secolo. Finora sono state identificate emissioni degli imperatori Onorio, Valentiniano III, Libio Severo, Antemio e Leone I. Una datazione più precisa potrà essere fornita solo alla fine della classificazione delle monete e dello studio del complesso.

Oltre alle monete sono presenti alcuni oggetti in oro, per ora solo parzialmente visibili, e che potranno essere identificati solo alla conclusione del microscavo.

Grazie alla catalogazione degli esemplari monetali sarà possibile meglio definire il significato storico del rinvenimento e trovare una risposta ai numerosi interrogativi che pone. L’ingente quantitativo di monete sembra, comunque, orientare per una interpretazione come cassa pubblica piuttosto che come beni di in privato.